Giocatori Juventus critici su Spalletti: troppa teoria, poca pratica in allenamento
Dopo la sconfitta della Juventus col Genoa - col precipitare in classifica a 11 punti da Inter e Lazio, mentre il quarto posto del Como che vale la Champions è a 6 lunghezze - Luciano Spalletti si era lasciato andare in diretta a un atto d'accusa molto duro nei confronti dei calciatori della sua rosa, parlando di limiti caratteriali enormi. "Poca roba, poca lotta - aveva detto il tecnico, facendo capire sconsolato che i problemi erano connaturati e dunque difficilmente superabili - C'è da andare a metterci qualche cosa di più sotto questo aspetto. Ammesso che poi qualche elemento ce l'abbia, qualche cosa di più sotto l'aspetto della battaglia, sotto l'aspetto del confronto fisico".
Spalletti si riferiva a "vincere i duelli, le pallate continue a campo aperto, l'assalto individuale che ti viene fatto da tutte le squadre" e poi aveva aggiunto la mazzata finale ai calciatori, spiegando che quello che succede in partita non è diverso da quello che lui vede tutti i giorni in allenamento: "Il pallone è diventato questo e noi quando si va a tentare di riproporlo anche in allenamento diventa difficile farglielo raggiungere questo livello qui".
Dallo spogliatoio della Juventus esce un'altra versione sugli allenamenti rispetto a quella di Spalletti Allenamenti dunque in cui non si riesce ad alzare il livello dei giri dal punto di vista del confronto fisico, dell'agonismo, prima ancora che tattico. E tuttavia - proprio su questo punto, degli allenamenti sui campi della Continassa - il gruppo ha risposto indirettamente, facendo trapelare grosse perplessità su quello che fa Spalletti. 'La Stampa' parla di "malumori che filtrano e portano a galla disfunzioni precise".
L'accusa rivolta al 67enne tecnico toscano è quella di parlare tanto, troppo - e solo lui - nelle sessioni di allenamento. Le varie situazioni di gioco sono vivisezionate dall'allenatore, ma più a parole che nella pratica. Schemi, dettami, indicazioni: molta verbosità e poca azione, ma anche poca preparazione. Il che si riflette poi in quello che si vede in partita: non solo l'intensità dei calciatori juventini - ma anche la resistenza - è poca. Ci si aggiungano gli impegni ravvicinati, ed ecco allora che i titolari 'si allenano' mentre giocano, ma finiscono comunque la benzina spesso dopo il primo tempo, mentre le riserve appaiono non brillanti fin da quando entrano in campo, sommando nel loro caso la mancanza di minutaggio in partita alla carenza di allenamento fisico.
I sussurri dalla Continassa non depongono a favore del rapporto tra Spalletti e la squadra Come si vede, le due versioni del medesimo problema sono molto diverse tra tecnico e squadra. Quale che sia la verità sugli allenamenti alla Continassa, il fatto che dallo spogliatoio vengano fatti arrivare questi sussurri - che una volta usciti diventano folate gelide sulla stagione bianconera - non depone certamente a favore della solidità del rapporto tra Spalletti e i suoi giocatori. Intanto da stasera tutti in ritiro: la partita col Napoli di domenica sera è uno spartiacque che deciderà molto, sul destino di molti.