Browse

Article • • 1 min read

Tu Sì Que Vales trasforma il lip sync in un programma nel programma

Share Post

Da una parte l'allure del popstar da grandi numeri e palasport, dall'altra una tuta bianca, un paio di occhiali da sole e l'irresistibile follia di mimare Prisencolinensinainciusol nei panni di Adriano Celentano, affiancato da una Maria De Filippi in versione Raffaella Carrà. La discesa di Marco Mengoni nell'arena di Tu Sì Que Vales non è stata una semplice ospitata promozionale, ma il suggello definitivo di un rito che Mediaset ha trasformato nella colonna portante della sua prima serata autunnale: la lip sync battle.

Se la presenza di Mengoni si prende giustamente la scena, dimostrando come la grande musica italiana accetti volentieri di mettersi in gioco nel tritacarne della tv generalista, il vero focus è ciò che questa performance certifica sul piano televisivo. La lip sync battle come format nel format Ormai non ci sono più dubbi: il gioco del playback non è più un esperimento isolato o il vezzo di una singola puntata, ma una struttura portante ereditata e potenziata dal successo della scorsa stagione. Tu Sì Que Vales ha sdoganato il travestimento e la performance pop a scopi puramente d'intrattenimento leggero, inserendoli come pezzi da novanta nel palinsesto della serata.

Una scelta che, pur garantendo un traino formidabile per la viralità sui social e la creazione di meme istantanei, non ha mancato di sollevare qualche perplessità critica. Il sospetto è che la lip sync battle sia ormai diventata a tutti gli effetti un programma dentro il programma: una sorta di segmento-monstre che occupa una fetta preponderante del contenitore originario, rischiando talvolta di fagocitare la vocazione iniziale del talent show. Il dominio del sabato sera e la battaglia dello share Questa mutazione genetica risponde a una logica di ferro: blindare il dominio del sabato sera. Nella sfida infinita con Ballando con le Stelle, Tu Sì Que Vales si muove forte di una rinnovata architettura di cast, che ha visto il ritorno strategico di Belen Rodriguez e l'innesto di Elisabetta Canalis, e di una forza d'urto in termini di valori assoluti di pubblico che non teme rivali. Il testa a testa con Rai 1 resta un classico duello di nervi, dove la trasmissione di Milly Carlucci continua a sfruttare con cinica abilità lo stratagemma della chiusura a tarda notte, utile a far gonfiare il dato medio di share. Ma Cologno Monzese risponde proprio così: calando sul tavolo i pezzi da novanta della cultura pop, da Mengoni in tuta bianca ai travestimenti di Maria De Filippi.

Alla fine, tra un playback surreale e una performance da prima pagina, Tu Sì Que Vales dimostra di aver capito che per vincere la guerra del sabato sera bisogna provare a trasformare la tv in un grande, ininterrotto spettacolo virale, in cui la stessa De Filippi accetta di mettersi in gioco.