Iva non dichiarata, 1.400 lettere del Fisco: 60 giorni e niente rate
L'Agenzia delle Entrate sta inviando le prime 1.400 lettere a contribuenti che nel 2022 hanno emesso fatture elettroniche o trasmesso scontrini telematici, ma non hanno presentato la relativa dichiarazione annuale sull'Iva. Si tratta di una delle misure introdotte con l'ultima legge di bilancio per accelerare e facilitare il recupero fiscale. Vediamo come funziona e cosa rischia chi riceve una comunicazione del Fisco. Perché sono in partenza nuove lettere dell'Agenzia delle Entrate L'ultima manovra ha autorizzato l'Agenzia delle Entrate a calcolare l'imposta dovuta su fatture elettroniche, corrispettivi telematici e dati delle liquidazioni periodiche, usufruendo dell'enorme database dell'amministrazione finanziaria. Se un contribuente ha effettuato operazioni soggette a Iva ma non ha presentato la dichiarazione annuale, il Fisco può utilizzare i dati già disponibili in archivio per calcolare quanto risulta dovuto e accelerarne il recupero. L'intervento dunque, si inserisce nel più ampio quadro di misure messe in campo per combattere l'evasione, o quantomeno l'inadempimento fiscale, accorciando i tempi tra l'individuazione di un'omissione, la richiesta di pagamento e l'eventuale riscossione. Come funziona il recupero Iva La nuova procedura punta a un recupero più automatico e veloce. Se un'attività o una soggetto emette fatture o registra vendite, lascia delle tracce digitali, dalle quali l'Agenzia può ricavare informazioni sulle operazioni effettuate, inclusa l'Iva applicata. Se il contribuente non ha effettuato la relativa dichiarazione annuale, il Fisco può ricostruire l'imposta dovuta usando i dati che già possiede e chiedere il pagamento. Cosa rischia chi riceve le lettere Chi non ha presentato la dichiarazione annuale sull'imposta di valore aggiunto potrebbe ricevere la comunicazione del Fisco. La lettera conterrà un prospetto delle somme dovute, eventuali interessi e la sanzione per omessa presentazione della dichiarazione, ridotta di un terzo. I primi a riceverla sono i contribuenti che nel 2022 hanno emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici su operazioni rilevanti ai fini Iva senza tuttavia effettuare la relativa dichiarazione annuale nel 2023.
Una volta ricevuta la comunicazione, ci sono 60 giorni di tempo per contestare gli errori oppure pagare e sanare la propria posizione. Scaduti i 60 giorni senza contestazione né pagamento, le somme vengono iscritte a ruolo e possono essere avviate le procedure di riscossione coattiva, che si avvalgono di strumenti ormai noti: dai fermi alle ipoteche fino ai pignoramenti. Come sanare il proprio debito Se si riceve la lettera, dicevamo, si può intervenire per risolvere la propria situazione, attraverso il pagamento delle somme dovuto. Quest'ultimo deve essere effettuato in un'unica soluzione tramite modello F24. Non sono previste, per questa procedura, né rateizzazione né compensazione con crediti fiscali. Se il contribuente ritiene che il calcolo sia sbagliato oppure che manchino delle informazioni, può chiedere chiarimenti e presentare documenti attraverso il servizio telematico dell'Agenzia.