Netanyahu chiede un’indagine per identificare i soldati anonimi del documentario Naza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto di aprire un indagine sui soldati apparsi nel documentario Naza dei registi Yuval Abraham e Rachel Szor. Lo scopo del leader israeliano è quello di indagare sui reati che sarebbero stati commessi dai membri delle forze armate, e soprattutto identificare coloro che hanno scelto di denunciare, in forma anonima, i crimini commessi ai danni dei palestinesi. Netanyahu: "Scoprire l'identità dei soldati anonimi" La richiesta di aprire un'indagine è stata inviata da Netanyahu con una lettera formale ai vertici delle forze militari e della giustizia. Tra i destinatari c'è infatti il Capo di Stato Maggiore dell'Idf, Eyal Zamir; il capo dell'agenzia di intelligence Shin Bet, David Zini; e il procuratore generale Gali Baharav-Miara. Per tutti il mandato è lo stesso: avviare un'indagine penale sui soldati apparsi in forma anonima nel documentario Naza a causa dei "gravi reati in materia di sicurezza informatica, diffamazione e per aver leso gli interessi diplomatici e di sicurezza di Israele".
Secondo quanto riporta il Times of Israel, il primo ministro sostiene che sussistano "timori che le persone coinvolte nel film abbiano commesso reati gravi che comportano la divulgazione di informazioni riservate e una violazione della sicurezza informatica da parte di un'unità di intelligence altamente sensibile".
Non è tutto: per Netanyahu gli inquirenti dovrebbero "scoprire l'identità dei soldati apparsi nel film". Cos'è il documentario Naza Il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor racconta la sistematica uccisione dei civili palestinesi, vittime collaterali chiamate appunto "Naza" dai militari dell'esercito israeliano.
Il governo israeliano nei giorni scorsi aveva già condannato il documentario e annunciato l'intenzione di revocare la cittadinanza ai registi, accusandoli di tradimento.
Nonostante la repressione interna, Naza è uno dei film più visti in Europa, e in particolare è in testa al botteghino italiano. Intervenuta alla seconda edizione di Rumore, il Festival di Fanpage.it, Francesca Albanese, relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati, ha sottolineato il valore dell'opera: "I registi hanno fatto un lavoro incredibile, e mi dispiace che in Israele non vogliano vederlo. Se non vogliono credere neanche all'ammissione di colpevolezza dei soldati, allora cosa ci dobbiamo aspettare?".