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Bello Figo nega il palpeggiamento in camerino: «Giudicatemi come persona»

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Il trapper Bello Figo, nome d’arte di Paul Yeboah, ha respinto in tribunale a Bergamo l’accusa di violenza sessuale per un episodio avvenuto nel camerino del locale Vibe di Treviolo (Bergamo). Il 34enne, originario del Ghana e residente a Parma, è imputato per il presunto palpeggiamento del fondoschiena di una ragazza che all’epoca aveva 15 anni. L’episodio contestato risale alla notte tra il 6 e il 7 febbraio 2023.

Rispondendo alle domande della pm Giulia Angeleri, dei suoi difensori Enrico Fontana e Giovanni Tarquini e della presidente del collegio Donatella Nava, l’artista ha negato ogni responsabilità. "Vorrei essere giudicato come persona, non come personaggio" ha detto in aula. La presidente ha precisato di non conoscerlo né come artista né come persona e di dover valutare esclusivamente i fatti emersi nel processo.

Nel corso dell’udienza, l’imputato ha descritto il funzionamento delle serate e l’accesso al camerino, sostenendo che la gestione degli ingressi spettasse alla sicurezza del locale. La giovane e un’amica avevano riferito di essere state spinte da un bodyguard a entrare nell’area riservata. "Se è così mi dissocio, ma non mi è mai successo che un bodyguard buttasse dentro qualcuno in camerino", ha dichiarato Bello Figo, aggiungendo di non occuparsi della selezione degli ospiti.

Prima di lui aveva testimoniato un 22enne di Treviolo, amico dell’altra ragazza, che ha raccontato di aver visto le due giovani uscire dal camerino in lacrime. Dopo aver contattato una delle due tramite Instagram, il ragazzo avrebbe appreso del presunto palpeggiamento e si sarebbe rivolto ai carabinieri. L’imputato ha contestato anche questo passaggio: secondo la sua versione, le ragazze erano serene e lui le aveva salutate senza notare pianti o particolari segnali di disagio.

Durante l’esame è stata richiamata anche una frase pronunciata da Bello Figo in un video, riferita alle ragazze interessate soltanto a scattare fotografie e ad andarsene senza "assaggiare". Il trapper ha sostenuto che si trattasse del linguaggio ironico e provocatorio del suo personaggio e che il filmato fosse stato registrato prima del concerto, quindi non riferibile alla quindicenne. Sollecitato dalla presidente sul significato dell’espressione, ha parlato genericamente dei rapporti tra persone.

Bello Figo ha inoltre dichiarato di non conoscere l’età della ragazza e di averla appresa soltanto dalla denuncia. Ha negato di aver sentito la frase "carne fresca", che la giovane avrebbe attribuito al bodyguard, e ha respinto con decisione il nucleo dell’accusa: "Non ho assolutamente" toccato la ragazza. Ha ricordato anche di averle scritto alle 4.02 per invitarla a raggiungerlo in un altro locale dopo la serata, senza che lei accettasse.

Nel processo è stata ascoltata anche la fidanzata dell’imputato, che ha riferito di essere uscita dal camerino insieme alle altre due persone senza averle viste piangere. Una fotografia pubblicata sui social dal trapper aveva inoltre provocato numerosi attacchi nei suoi confronti. Bello Figo ha parlato degli insulti ricevuti online, compresi quelli di matrice razzista, e ha dichiarato di aver risarcito con circa 2500 euro la persona offesa per il danno morale. La decisione spetterà al collegio, chiamato a valutare la coerenza delle testimonianze e gli altri elementi raccolti nel procedimento.